Saturday, 12 September 2009 16:14 Graziano Nanetti
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Dal punto di vista ciclico potremmo essere al top.

Andare al rialzo sui livelli attuali potrebbe rivelarsi fatale. Prima di entrare al rialzo, se proprio uno ci tiene, sarebbe meglio attendere un piccolo storno, che potrebbe iniziare la prossima settimana e durare qualche seduta. Se tale storno non si manifestasse e gli indici dovessero permanere in questo stato di perenne rialzo frazionale, giornaliero, si innalzano le probabilità di assistere alla formazione di un cuneo ripidissimo, seguito da una decisa rottura verso il basso: gli indicatori tecnici sono tiratissimi, soprattutto se li si guarda su un orizzonte temporale medio (3 mesi).

 

Per il FTSE/MIB, l'area tra 23.100 e 23.500 è la resistenza di maggiore rilievo: superata quella, si aprono scenari fortemente rialzisti.

Per lo S&P 500, il livello chiave è tra 1.050 e 1.080: superato quello, c'è spazio per un ulteriore rialzo.

Tuttavia, rimangono le debolezze strutturali di un'economia che accenna la ripartenza, ma non appare ancora in grado di sostenere un vero e proprio bull market. Tutte i principali indicatori sono in calo: occupazione, consumi, inflazione e addirittura gioco d'azzardo. Pensate che negli USA per la prima volta le entrate delle case da gioco sono in calo! Leggete qui.

Assistere a un bull market in questo periodo è un po' come mangiare le pesche in Inverno: appare alquanto strano, completamente fuori stagione. Se però quei livelli venissero superati, dovremmo semplicemente prenderne atto iniziando a seguire il rialzo. Ma sono convinto che in questo periodo così fuori dal normale bisogna dare retta più ai modelli di lungo periodo che a quelli di breve, e quelli di lungo non lasciano presagire nulla di buono. Le curve dei tassi sono ripidissime, i deficit statali altissimi, i PIL in caduta, per non parlare della grande incognita delle banche. Potremmo assistere a qualcosa di veramente fenomenale, qualcosa di mai sperimentato prima.

Intanto, il grafico del Dollar Index rispetto allo S&P 500 fornisce una indicazione rialzista rompendo il supporto a 77 e avvicinandosi al secondo supporto a 76, dove era un anno fa. Di conseguenza, il cambio Euro/Dollaro segna nuovi massimi a 1,46 ma il petrolio non lo segue, perdendo il livello chiave a 70 dollari: probabile segnale di top stagionale dell'Euro, a cui farà seguito una brusca inversione? Vedremo nelle prossime sedute. I segnali maggiori, più evidenti, arriveranno proprio dal dollaro, dal petrolio e dall'oro.

Per conoscere i target di prezzo, i conteggi delle Onde di Elliott, i modelli ciclici, le probabili date di setup e l'analisi degli indicatori tecnici su FTSE/MIB (e FIB) e S&P 500, consultate, come sempre, i Market Forecast del G Squared.   

 


 

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