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Le curve dei tassi puntano verso l'alto.
E questo di solito è un cattivo segnale per i Tori. In figura riporto il differenziale di rendimento del TNote a 10 anni rispetto al TNote a 5 anni (linea rossa, scala numerica a sinistra). La linea nera invece indica il valore del S&P 500 (scala numerica a destra). Si nota subito come un valore alto del differenziale corriponda, soprattutto nel passato, a un minimo del mercato. Un differenziale in discesa alimenta la salita del mercato, e viceversa. Se si pensa in termini di masse monetarie in movimento, un differenziale alto significa soldi che vanno verso obbligazioni a più alto rendimento e minimo rischio. Quando il differenziale si abbassa, invece, i soldi escono dalle obbligazioni di lungo periodo, con tassi in discesa, e vanno verso i mercati, alimentando la salita di questi ultimi. Nell'ultimo periodo sta succedendo qualcosa di strano. Il differenziale non solo si è riportato al di sopra dei valori del 2003, ma ora sembra uscire da una figura di continuazione (triangolo simmetrico evidenziato in alto a destra in figura) che non lascia presagire nulla di buono. L'uscita da questo triangolo potrebbe proiettare il differenziale verso i massimi precedenti in area 1,40-1,30 (periodo del crack Lehman), o addirittura oltre, ben al di sopra di 1,50. Potrei azzardare che le recenti politiche di deficit spending americano fatte anche per coprire i buchi delle banche potrebbero richiedere un ulteriore innalzamento dei tassi per rendere più appetibili le obbligazioni di lungo periodo e continuare così a raccogliere denaro per coprire le spese, innalzando così la curva del differenziale e deprimendo i listi. Monitoriamo da vicino la curva del differenziale che potrà fornirci utili indicazioni per il prossimo futuro del mercato azionario.
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