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Indice sull'orlo del baratro.
Supporti sotto pressione per la seconda volta consecutiva nel giro di poche settimane. Una serie di considerazioni inter-market e tecniche portano a considerare sempre più probabile l'ipotesi di un cedimento dei primi supporti con conseguente sviluppo di una nuova fase discendente caratterizzata da forte volatilità e volumi in espansione. Da un punto di vista strettamente tecnico, il cedimento del primo supporto a 1080 punti proietterebbe l'indice verso il secondo e più importante supporto a 1030 punti, già testato a inizio Novembre. La permanente divergenza ribassista sull'MACD giornaliero, unitamente a oscillatori non ancora in zona di ipervenduto, fa pensare che il ribasso possa avere ora la forza necessaria per rompere anche questo secondo supporto a 1030 proiettando così l'indice verso i target a 980-950, precedente massimo, e poi a 870, in corrispondenza dei livelli di metà Luglio 2009. Il conteggio da me adottato prevede che 1110 sia il top del 2009 e del 2010. Il ribasso potrebbe avere un primo stop verso i primi giorni di Dicembre, visto che il prossimo setup ciclico è previsto per il 30 Novembre. A supporto di queste considerazioni esclusivamente tecniche, basate solo sull'analisi grafica dell'indice, arrivano anche altre considerazioni a livello inter-market. Molto importante il comportamento della curva dei tassi (secondo grafico, linea rossa), che stabilisce da sempre la direzione del flusso di denaro destinato ai mercati azionari. In questo periodo l'analisi grafica applicata al differenziale di rendimento tra TNote a 10 e TNote a 5 anni evidenzia una figura di continuazione rialzista che potrebbe proiettare il differenziale verso nuove vette nel giro di qualche settimana. Questo ha senso se si considera che le politiche di deficit spending adottate dal Governo USA con la complicità della FED porteranno necessariamente a un rafforzamento dei tassi di interesse sul lungo periodo per rendere più appetibili i titoli di Stato nelle prossime aste, con conseguente flusso di liquidità in uscita dal mercato azionario e in entrata verso il mercato obbligazionario. Sempre a livello inter-market, il cambio euro/dollaro evidenzia un primo tentativo di rafforzamento del dollaro sull'euro che dovrebbe portare alla rottura del primo supporto a 1,480 e raggiungimento del secondo supporto a 1,463 discriminante per l'attivazione di un trend ribassista di più lungo periodo. L'unico tassello che ancora manca è il rialzo del VIX, l'indice di volatilità implicita dello S&P500, che rimane ancora intorno a 23 punti: un suo aumento verso i 30 punti durante la prossima settimana consacrerebbe in modo definitivo il ritorno dell'Orso.
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