"Chi non si aspetta l'inaspettato, non troverà la Verità."
Heraclitus, "Frammenti".
Curve dei tassi in salita.
Il primo grafico sotto riporta l'indice S&P500 (in nero) con sovrapposto il differenziale del rendimento tra TNote a 10 anni e TNote a 5 anni. Come ho già evidenziato nel precedente articolo, l'uscita dal triangolo rialzista sta spingendo il differenziale verso i massimi del Novembre 2008 a 1,45 (scala di sinistra). L'impennata di questa curva sul medio termine porta sempre a un calo dello S&P500 a causa della liquidità che si sposta verso i Bond governativi USA con più alto rendimento e meno rischio rispetto all'equity.
Il secondo grafico riporta l'andamento del cambio euro/dollaro, che ultimamente presenta una correlazione positiva con i mercati: quando il dollaro si indebolisce, il mercato americano sale, e viceversa. A questo punto potremmo essere intorno ai massimi per il cambio euro/dollaro. Il conteggio riportato suggerisce che il massimo potrebbe essere già stato raggiunto, o al limite il cambio potrebbe portarsi leggermente più in alto a 1,528. Soltanto al di sopra di questo livello si aprirebbero spazi di rialzo verso 1,60 mentre il cedimento del supporto di breve a 1,483 farebbe scendere il cambio verso il primo target di medio periodo a 1,40.
La situazione intermarket non è quindi favorevole a un rialzo duraturo dello S&P500, anche se possono esserci ancora sedute rialziste di distribuzione. Il rialzo del differenziale dei tassi e il ribasso dell'euro fanno pensare che il rialzo potrebbe presto giungere al capolinea. Difficile dire quando finirà il rialzo e a quali prezzi: per ora la barriera a 1110 ha contenuto i rialzi da inizio Novembre. Il segnale per l'inizio del ribasso potrebbe arrivare con la rottura del primo supporto a 1080 punti.
I target dello S&P500, sia al rialzo che al ribasso, assieme ai target di FIB ed Eurostoxx, sono riportati nel Market Forecast.