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Prechter e i buttafuori PDF Print E-mail
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Written by Graziano Nanetti   

Storica intervista di Prechter su CNBC.

E' chiaro che ognuno può sbagliare, anzi deve sbagliare, perchè l'infallibilità non fa parte della natura umana. Ma questo non toglie nulla alle capacità dei grandi analisti tecnici.

Prechter ha vissuto un periodo di grandi onori durante il crash del 1987, da lui brillantemente previsto. E' poi tornato nella polvere durante il magnifico rally 1990-2000, in cui lui non credeva. Ha previsto il crash del 2000, ma nel periodo 2003-2007 non se l'è passata tanto bene. E' però tornato prepotentemente sulla scena con la previsione del crash Lehman 2007-2009, prevedendone l'inizio e anche la fine. Ora, da settembre 2009 a oggi continua a essere fortemente ribassista, ma il mercato continua a dargli contro.

L'ultima intervista rilasciata a CNBC mi sembra particolarmente significativa (http://www.cnbc.com/id/15840232?video=1463714869&play=1). Introdotto da un presentatore che urla come fosse in mezzo a un ring di boxe, in mezzo a quattro gorilla che lo incalzano, continua a difendere il suo punto di vista, citando questo periodo come una delle migliori opportunità di shortare i mercati degli ultimi 10 anni, come lo furono gli anni 2000 e 2007. Le sue motivazioni sono a noi note: mercato sopravvalutato rispetto ai rendimenti, deflazione, crisi del debito, livelli di ipercomprato assolutamente alti, ottimismo alle stelle, etc. L'unico punto a sfavore di Prechter è che non dà un target finale di lungo periodo per questo probabile prossimo ribasso. Probabilmente non lo dà adesso perchè rischierebbe di non essere creduto da nessuno, e soprattutto rischierebbe di avere un impatto negativo sulla vendita degli abbonamenti al proprio sito ...

Ma i buttafuori non ne voglio sapere: lo incalzano da quattro angoli e lo costringono al silenzio. Ormai il mercato va soltanto su, e le opinioni del Prechter non sono gradite: rovinano la festa. Prechter, così magrolino e messo nell'angolo dai quattro spalluti giornalisti, mastica amaro e incassa.

Questa è sicuramente una intervista che rimarrà nella storia, qualunque sia l'esito della sua previsione. Se i mercati correggeranno e poi torneranno a salire verso nuovi massimi storici assoluti, questa intervista consacrerà la fine della Teoria delle Onde così come interpretata dal Prechter. Se invece, come io penso, siamo al top di un rimbalzo e il prossimo ribasso sarà l'inizio di un altro lungo mercato Orso, questa intervista sarà la consacrazione del Prechter e della sua interpretazione della Teoria delle Onde.

Ad ogni modo, la Teoria delle Onde di Elliott rimane sempre uno strumento valido di analisi tecnica, pur con tutti i limiti tipici di una teoria discrezionale. Esistono infiniti altri conteggi possibili delle onde del mercato, sia rialzisti che ribassisti, e in Italia abbiamo autorevoli analisti in grado di farli (Turri, Peracchi, Evangelista, Gimillaro, etc.). Quelli del Prechter, così come i miei, sono solo alcuni dei tanti possibili.

Ognuno è libero di esprimere la propria opinione, purchè giustamente motivata e non offensiva nei confronti degli altri. Ma i mercati non sono discoteche, e mi sarebbe piaciuto vedere un altro tipo di intervista su CNBC, magari un confronto tecnico serio tra un rialzista e Prechter. Ma nei periodi di massima euforia capita anche questo.

 

 

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