"Blue Horse Shoe Loves Anacot Steel".
Bud Fox, Wall Street (1987).
Situazione tuttora anomala sui mercati.
Il rialzo impetuoso delle borse, soprattutto quelle americane, che ci ha accompaganto da Marzo 2009 a oggi, non deve trarre in inganno. La situazione non è cambiata di molto rispetto al mio articolo precedente, anzi sono state introdotte alcune variabili negative in più: Grecia e Goldman.
Espongo le considerazioni che mi portano a concludere che presto gli effetti di un ribasso (o consolidamento) non tarderanno ad arrivare.
- tassi: negli USA e in Europa rimangono ancora bassi, ma l'economia stenta a ripartire; assistiamo solo a moderati rialzi sul PIL, a fronte di consistenti iniezioni di liquidità e incentivi governativi sempre rinnovati. E' evidente che le banche hanno riversato la liquidità sui mercati e non sull'economia, e questa ultima stenta a ripartire, come testimoniano anche i tassi di disoccupazione europea e americana, entrambi oltre il 10% da un po' di mesi a questa parte
- rendimenti dei titoli a lunga scadenza: negli USA la curva del differenziale dei rendimenti rimane sempre ripida (vedi curva rossa del grafico); la differenza tra T-Note con scadenza a 10 anni e il T-Note con scadenza a 5 anni è sempre superiore al punto percentuale. Presto assisteremo al "flight to quality", cioè all'uscita dei capitali dal mercato azionario, a rischio, verso investimenti a lungo termine (titoli di Stato USA) con rischio più ridotto. Discorso a parte meritano i titoli statali legati alla Grecia, dove i rendimenti al di sopra del 10% indicano un prossimo probabile default
- sentiment: il sentiment degli investitori continua ad essere molto alto come testimoni l'Investor Intelligence Bull/Bear Ratio. Siamo tornati ai picchi di sentiment del 2007, e questo in ottica contrarian è il preludio e una correzione; aggiungete pure che i volumi non hanno accompagnato il rialzo dell'ultimo anno e mezzo e il quadro è completo. Nelle ultime sedute, i ribassi sono stati accompagnati da volumi al di sopra della media degli ultimi mesi, e questo è di solito un cattivo presagio per i Tori
- banche: alla situazione già critica del settore finanziario, che presenta in America più di 150 banche fallite, si è aggiunta l'indagine della SEC su Goldman Sachs. Molto probabile che dal punto di vista legale non si arrivi a nulla, ma la credibilità della famosa banca di affari è stata messa seriamente a repentaglio. La rottura di importanti supporti potrebbe portare la banca d'affari a raggiungere livelli di prezzo notevolmente inferiori a quelli attuali (vedi mio precedente articolo) con le dovute ripercussioni su tutto il settore
- massa monetaria: sempre in fortissima discesa, non accenna nemmeno un piccolo rimbalzo. Il credit crunch regna perciò sovrano, e le imprese, senza finanziamenti, stentano a fare ripartire l'economia
- prezzi al consumo: la deflazione molla la presa, e ricompare un cenno di inflazione, anche se siamo ancora al di sotto dei minimi del 2004
- debito sovrano: l'Europa, al centro dell'attenzione per i downgrade dei Paesi PIGS (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna), presenta nel complesso un debito in netto aumento rispetto al PIL; la situazione debitoria non accenna a migliorare da fine 2008 a oggi, e non si scorgono segnali di inversione, ma solo criticità in aumento (vedi situazione greca)
- analisi ciclica: da un punto di vista ciclico potremmo essere vicini a un top di una certa importanza, come ho riportato in un articolo precedente. Occorre molta cautela nell'aprire posizioni al rialzo: una salita di un anno e mezzo ha bisogno, prima o poi, di una pausa fisiologica.
In conclusione, potremmo essere alla vigilia di una pausa correttiva dei mercati, più o meno profonda. Sul lungo periodo rimango sempre scettico sulla tenuta di questo rialzo, avvenuto su basi macroeconomiche alquanto traballanti. Se da qui all'estate l'economia ripartisse con PIL in forte crescita e le trimestrali continuassero a essere in linea con le previsioni degli analisti, probabilmente questi fattori potrebbero essere sufficienti per dare il via a un rialzo robusto, supportato da una economia in ripresa. Per il momento, attendiamo lo storno (o consolidamento) dei mercati e valutiamone la portata quando esso sarà terminato.