Sunday, 02 May 2010 15:15 Graziano Nanetti
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Situazione tuttora anomala sui mercati.

 

Il rialzo impetuoso delle borse, soprattutto quelle americane, che ci ha accompaganto da Marzo 2009 a oggi, non deve trarre in inganno. La situazione non è cambiata di molto rispetto al mio articolo precedente, anzi sono state introdotte alcune variabili negative in più: Grecia e Goldman.

Espongo le considerazioni che mi portano a concludere che presto gli effetti di un ribasso (o consolidamento) non tarderanno ad arrivare.
- tassi: negli USA e in Europa rimangono ancora bassi, ma l'economia stenta a ripartire; assistiamo solo a moderati rialzi sul PIL, a fronte di consistenti iniezioni di liquidità e incentivi governativi sempre rinnovati. E' evidente che le banche hanno riversato la liquidità sui mercati e non sull'economia, e questa ultima stenta a ripartire, come testimoniano anche i tassi di disoccupazione europea e americana, entrambi oltre il 10% da un po' di mesi a questa parte

- rendimenti dei titoli a lunga scadenza: negli USA la curva del differenziale dei rendimenti rimane sempre ripida (vedi curva rossa del grafico); la differenza tra T-Note con scadenza a 10 anni e il T-Note con scadenza a 5 anni è sempre superiore al punto percentuale. Presto assisteremo al "flight to quality", cioè all'uscita dei capitali dal mercato azionario, a rischio, verso investimenti a lungo termine (titoli di Stato USA) con rischio più ridotto. Discorso a parte meritano i titoli statali legati alla Grecia, dove i rendimenti al di sopra del 10% indicano un prossimo probabile default

- sentiment: il sentiment degli investitori continua ad essere molto alto come testimoni l'Investor Intelligence Bull/Bear Ratio. Siamo tornati ai picchi di sentiment del 2007, e questo in ottica contrarian è il preludio e una correzione; aggiungete pure che i volumi non hanno accompagnato il rialzo dell'ultimo anno e mezzo e il quadro è completo. Nelle ultime sedute, i ribassi sono stati accompagnati da volumi al di sopra della media degli ultimi mesi, e questo è di solito un cattivo presagio per i Tori

- banche: alla situazione già critica del settore finanziario, che presenta in America più di 150 banche fallite, si è aggiunta l'indagine della SEC su Goldman Sachs. Molto probabile che dal punto di vista legale non si arrivi a nulla, ma la credibilità della famosa banca di affari è stata messa seriamente a repentaglio. La rottura di importanti supporti potrebbe portare la banca d'affari a raggiungere livelli di prezzo notevolmente inferiori a quelli attuali (vedi mio precedente articolo) con le dovute ripercussioni su tutto il settore

- massa monetaria: sempre in fortissima discesa, non accenna nemmeno un piccolo rimbalzo. Il credit crunch regna perciò sovrano, e le imprese, senza finanziamenti, stentano a fare ripartire l'economia

- prezzi al consumo: la deflazione molla la presa, e ricompare un cenno di inflazione, anche se siamo ancora al di sotto dei minimi del 2004

- debito sovrano: l'Europa, al centro dell'attenzione per i downgrade dei Paesi PIGS (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna), presenta nel complesso un debito in netto aumento rispetto al PIL; la situazione debitoria non accenna a migliorare da fine 2008 a oggi, e non si scorgono segnali di inversione, ma solo criticità in aumento (vedi situazione greca)

- analisi ciclica: da un punto di vista ciclico potremmo essere vicini a un top di una certa importanza, come ho riportato in un articolo precedente. Occorre molta cautela nell'aprire posizioni al rialzo: una salita di un anno e mezzo ha bisogno, prima o poi, di una pausa fisiologica.

In conclusione, potremmo essere alla vigilia di una pausa correttiva dei mercati, più o meno profonda. Sul lungo periodo rimango sempre scettico sulla tenuta di questo rialzo, avvenuto su basi macroeconomiche alquanto traballanti. Se da qui all'estate l'economia ripartisse con PIL in forte crescita e le trimestrali continuassero a essere in linea con le previsioni degli analisti, probabilmente questi fattori potrebbero essere sufficienti per dare il via a un rialzo robusto, supportato da una economia in ripresa. Per il momento, attendiamo lo storno (o consolidamento) dei mercati e valutiamone la portata quando esso sarà terminato.

 

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